Fortezza di Pietro e Paolo

La fortezza di Pietro e Paolo di San Pietroburgo è la famosa cittadella edificata nel 1703 su progetto dall'architetto Domenico Trezzini, per ordine di Pietro il Grande.

Pietroburgo sorse nel 1703 come fortezza per difendere lo sbocco nel Mar Baltico conquistato dalla Russia. La fortezza fu costruita molto rapidamente sotto la minaccia che le navi e la fanteria svedesi, attestata quest'ultima agli avamposti settentrionali della città, potessero muovere all'assalto. Pietro I scelse una posizione avvantaggiata per il forte: i cannoni dei suoi bastioni sbarravano l'ingresso alla flotta nemica non soltanto nel settore della Grande Neva, ma anche nei suoi bracci, la Piccola Neva e la Grande Nevka.

Inizialmente la fortezza era costruita in terra e legno. Nel 1706 iniziarono i lavori per sostituire le mura in terra battuta con quelle più resistenti. In seguito ai lavori che continuarono per 35 anni, si alzarono, a 12 metri sul livello della Neva, nuove mura in mattoni, rivestite negli anni 1780 di lastre di granito.

Attraversata la Porta di loann costruita nel 1740, si arriva ad una importantissima costruzione antica: la Porta di Pietro, costruita nel 717-1718 dall'architetto Domenico Trezzini. Si tratta dell'unico monumento storico ubicato nel territorio della fortezza e pervenutoci quasi nel suo aspetto originario. Sino al 1740 la Porta di Pietro funse da ingresso principale della fortezza. Dell'antica decorazione però si sono conservati soltanto i bassorilievi lignei (scultore Nicolas Pineau) raffiguranti antiche armature e il dio Sabaoth.

È interessante il bassorilievo ligneo (1708 circa, scultore Konrad Osner) che rappresenta la leggenda del mago, astrologo pagano, abbattuto dalla forza della preghiera dell'apostolo Pietro. L'allegoria di questo bassorilievo doveva infondere l'idea della straordinaria potenza dello zar Pietro I e di un'ineluttabile sconfitta del re svedese Carlo XII. Sotto il bassorilievo, a coronare l'arco della Porta è piazzata l'aquila bicipite in piombo, stemma di Stato dell'Impero russo (1720).

Fino alla fine del XV secolo, quando venne formato lo Stato centralizzato russo, in Russia non esisteva un unico stemma statale.

I sigilli dei principi moscoviti e le monete recavano più che altro l'effigie di S. Giorgio vittorioso: un cavaliere in atto di colpire con una lancia il drago. Non più tardi del 1497 apparve nella Russia uno stemma statale: l'aquila bicipite. Un'aquila a due teste sullo stemma di Roma antica simbolizzava l'uguaglianza fra Roma e Costantinopoli, due parti dell'Impero romano. Dopo l'occupazione turca di Costantinopoli (1453) il gran principe di Mosca, Ivan Ili, ritenne che fosse proprio Mosca a dover assumere lo splendore e la grandiosità dell'impero decaduto di Bisanzio. Secondo l'idea di Ivan Ili, l'aquila bicipite era la migliore raffigurazione di quel concetto, cosi che divenne per 420 anni stemma statale di Russia. S. Giorgio vittorioso veniva effigiato su un piccolo scudo incorporato nell'aquila, giusto come si può osservare sulla Porta di Pietro.

Nelle nicchie della Porta sono installate le statue delle antiche dee romane: a destra - Bellona, dea della guerra, a sinistra - Minerva, protettrice dei mestieri e delle arti, dei maestri di scuola e del medici. Queste sculture elogiavano in forma allegorica la saggezza militare e statale di Pietro I. La Porta di Pietro è l'unico esempio rimasto delle costruzioni trionfali risalenti all'inizio del XVIII secolo.

Dalla Porta un viale diritto conduce alla cattedrale. Lungo il viale sono disposti degli edifici bassi e tozzi: a sinistra la Casa degli Ingegneri, costruita nel 1740 per il gruppo di ingegneri addetti al cantiere della fortezza, e a destra il Deposito d'artiglieria, risalente all'inizio del XIX secolo.

Al centro della fortezza si trova il suo monumento architettonicamente più pregevole: la Cattedrale dei SS. Pietro e Paolo che, iniziata nel 1712, fu edificata su progetto e sotto la direzione dell'architetto Domenico Trezzini.

Al centro della fortezza si trova l’edificio della Zecca. L’impressa fu costituita nel 1724. Dapprima le sue officine erano situate nel Bastione di Trubeckoj. L'attuale edificio fu costruito nel 1802 circa (probabile progettista: Antonio Porto). Dal 1876 alla Zecca di Pietroburgo venne affidato in esclusiva l'incarico di coniare monete per tutta la Russia. La coniatura di monete sovietiche fu qui iniziata nel 1921. Attualmente non soltanto le monete, ma persino gli ordini e le medaglie dello Stato sovietico, medaglie commemorative, quelle ricordo, e via dicendo vengono coniati qui. Le maestranze della Zecca hanno coniato fra l'altro le targhe e i distintivi che sono stati deposti sulla Luna, su Venere e su Marte dalle sonde spaziali sovietiche.

Sin dal XVIII secolo la Fortezza dei SS. Pietro e Paolo fu luogo di reclusione dei figli migliori del popolo russo levatisi in lotta contro l'autocrazia. Nel 1790, su ordine dell'impera-trice Caterina II vi fu imprigionato Aleksandr RadiScev, primo rivoluzionario nobile in Russia, per la sua opera letteraria Viaggio da Pietroburgo a Mosca che sferzava senza pietà il dispotismo e il sistema della servitù della gleba.

Nel 1825, nella prigione del Rivellino di Aleksej (settore occidentale della fortezza) furono rinchiusi i capi più in vista dell'insurrezione dei decabristi del 14 dicembre 1825. La maggioranza di loro furono mandati in Siberia per i lavori forzati, mentre cinque decabristi: Pestel', Ryleev, Murav'év-Apostol, Bestuzev-Rjumin e Kachovskij furono condannati a morte. L'esecuzione avenne il 13 luglio 1826 sul Kronverk, territorio adiacente alla fortezza da nord.

A metà del XIX secolo le celle della fortezza erano ancora luogo di supplizio per i più eminenti personaggi del movimento democratico-rivoluzionario russo. Nel luglio 1862 le porte della prigione del Rivellino di Aleksej si chiusero alle spalle di Nikolaj Cerny-àevskij, rivoluzionario e pensatore, scrittore e filosofo russo che venne mandato ai lavori forzati a vita dopo aver scontato qui due anni.

Nel 1884 la prigione fu rasa al suolo (al suo posto fu costruito un altro edificio), ma la fortezza continuò ad essere luogo di reclusione per i combattenti contro l'autocrazia. Nel 1870-1872 all'interno del Bastione di Trubeckoj fu costruita un'altra prigione. Per le sue celle d'isolamento passarono numerosi condannati in attesa di giudizio, membri dell'organizzazione rivoluzionaria «Volontà del popolo». Qui fu rinchiuso (nella cella n.47) prima di essere giustiziato, Aleksandr Ul'janov, fratello maggiore di Lenin, condannato a morte perché fu tra i partecipanti all'attentato allo zar Alessandro III.

Alla fine del XIX secolo nelle casamatte del Bastione di Trubeckoj furono detenuti i grandi rivoluzionari proletari, fedeli compagni di Lenin: Pantelejmon LepeSinskij (celle nn.32 e 54), Michail Ol'minskij (cella n.53), Nikolaj Bauman (cella n.56) e numerosi altri. Nel gennaio 1905 nella prigione del Bastione di Trubeckoj (cella n.60) fu rinchiuso il grande scrittore proletario Màksim Gor'kij, colpevole di aver scritto un proclama rivoluzionario. Gor'kij era ammalato di tubercolosi e a quel tempo soffriva di una forma acuta di reumatismo articolare. Dopo i primi giorni di reclusione ebbe la febbre alta e fu colto da una tosse tormentosa. A difesa dello scrittore si levò la voce della stampa progressista di tutto il mondo. Il grande scrittore francese Anatole France lanciò un appello mondiale affinché gli intellettuali e gli studiosi di Russia, Germania, Italia, Francia e di altri paesi d'Europa unissero gli sforzi per salvare Gor'kij. Il governo zarista alla fine fu costretto a liberare lo scrittore.

Ma la storia della Fortezza dei SS. Pietro e Paolo non è fatta soltanto di pagine sinistre. La fortezza ebbe un ruolo importante nella vittoria dell'insurrezione armata nell'ottobre 1917. Il giorno stesso della Rivoluzione d'Ottobre la guarnigione della fortezza passò dalla parte del popolo insorto. Le armi dell'arsenale furono distribuite agli operai. Nella fortezza si in­stallò il Quartier generale dell'insurre­zione per la direzione delle azioni militari. Il Governo provvisorio si osti­nava in una disperata resistenza e al­lora il Comitato rivoluzionario militare prese la decisione di dare l'assalto al Palazzo d'inverno dove era asserra­gliato il governo borghese. Sul pen­none del Bastione di NarySkin s'ac­cese un fanale, quello era il segnale convenuto con l'incrociatore «Au­rora» per aprire il fuoco. Al colpo spa­rato dall'«Aurora», alla fucileria delle guardie rosse, dei marinai e dei sol­dati, fecero eco i cannoni della for­tezza. In 214 anni di esistenza per la prima volta essa prendeva parte ad operazioni militari. È vero che l'effetto del suo fuoco d'artiglieria fu relativa­mente basso: dei 35 proiettili sparati soltanto due caddero sul palazzo. Tut­tavia quelle salve contribuirono a rompere la resistenza dei controrivo­luzionari assediati. Nel 1924 la For­tezza dei SS. Pietro e Paolo fu trasfor­mata in museo.

San Pietroburgo è la seconda città della Russia per dimensioni e popolazione, con circa 5 milioni di abitanti. Si può considerare la metropoli più a nord del mondo.

Abitanti: 5 197 114
Fondata : 1703
Fuso orario : UTC+4
Distretto federale : Nordoccidentale
Prefisso : (00 7) 812
Codice postale : 190000-199406
Nome antico : Petrogrado (1914-1924)
Nome antico : Leningrado (1924-1991)