Giardino d'Estate

Il Giardino d'Estate di San Pietroburgo è un parco che si estende su una superficie di 11,7 ettari.

È molto bella la cancellata che separa il parco dal lungofiume. Fu costruita nel 1770-1784 su progetto di Jurij Fel'ten e Pétr Egorov. 36 colonne-monoliti di granito, decorate in successione con vasi e urne, sostengono un'inferriata che nella sua leggerezza sembra Irbrarsi nell'aria. Stando agli specialisti in materia, si tratta di un esempio tra i migliori nel campo dell'arte fusoria mondiale. Si racconta che ai primi del XIX secolo entrasse nella Neva un panfilo inglese. Gettate le ancore proprio davanti al Giardino d'Estate, il proprietario della nave, lord e mecenate, restò per qualche tempo ad ammirare con commozione l'inferriata arabescata del giardino; poi, senza neppure mettere piede a terra, ordinò di alzare le vele e volgere la prua verso Londra. Ai perché dei compagni di viaggio il lord rispose che lo scopo del suo viaggio era raggiunto, non era possibile vedere nulla di più bello ...

I primi lavori di costruzione del Giardino d'Estate risalgono al 1704. Fu ideato come un parco regolare con un netto disegno geometrico. Gli architetti vi previdero decine di fontane ispirate alle favole di Esopo. Il fiume che alimentava quelle fontane prese in seguito il nome di Fontanka. Le fontane però furono distrutte dall'ennesima inondazione, nel 1777, e da allora non furono più ricostruite.

Molte sculture del Giardino d'Estate risalgono al primissimo Settecento. Nel XIX secolo però la concezione originale di un complesso decorativo di sculture per il Giardino d'Estate fu obliata: non poche statue andarono perse, quelle che restavano venivano spostate continuamente da un posto all'altro. Ma recentemente le sculture sono state sistemate secondo l'idea iniziale, rispettando i principi estetici del primo Settecento. Qualche parola riguardo ad alcune di queste sculture. Davanti alla facciata nord del Giardino d'Estate è collocato il gruppo scultoreo La pace e l'abbondanza (Pietro Baratta, 1722), un'allegoria della vittoria della Russia nella Guerra settentrionale. La figura centrale rappresenta la Russia nelle sembianze di una giovane donna che con la sinistra regge il corno dell'abbondanza, e con la destra una fiaccola rovesciata, a simboleggiare la guerra finita. Accanto si erge la dea alata della Vittoria. Con una mano pone una corona d'alloro sul capo della Russia, e con l'altra regge un ramoscello di palma, simbolo della pace. La dea poggia con un piede su un leone sottomesso.

Nel viale del Palazzo si trova una delle più antiche sculture del Giardino d’Estate, il busto di Jan Sobecki, re polacco, famoso per le vittorie riportate sui turchi (1683). Lo scultore, pur rimanendo fedele alle sembianze reali, conferì al soggetto raffigurato un tocco di superiore bellezza idealizzata, conformemente ai canoni della ritrattistica ufficiale dell'ultimo Seicento.

È degno di nota il busto dell'imperatrice romana Agrippina, che si trova nel Viale principale, tra il terzo e il quarto piazzale. La donna augustea gode di una brutta fama non solo per essere stata una persona dissoluta e avida di potere, ma anche per aver ucciso il proprio marito, l'imperatore Claudio. Agrippina mise sul trono il figlio Nerone, contando di poter governare l'impero senza problemi. Ma Nerone, svelato il piano della madre, fece sopprimere l'ambiziosa imperatrice.

La scultura fornisce una chiave per capire la psicologia dì Agrippina. Il carattere barocco dell'opera è accentuato dal mantello d'ermellino. Dal nodo del mantello spuntano gli occhi sbarrati e i tentacoli di un polpo a simboleggiare la dissolutezza di Agrippina. Lo sguardo dell'imperatrice è severo e preoccupato, come se sentisse vicinissimo il momento del colpo fatale sferrato dal figlio.

Tra le primissime sculture del Giardino d'Estate è degno di nota anche il busto di Cristina, regina di Svezia (XVII sec.), collocato nel Viale principale, tra il primo e secondo piazzale. La collana quasi coperta dai pizzi, il dolce disegno del drappeggio e dei pizzi, la pelliccia e perfino i riccioli della pettinatura tipica di quell'epoca, sono tutti particolari caratteristici del barocco. Il volto di Cristina è tranquillo, e solo la bocca è segnata da un accenno di smorfia capricciosa. È da notare che la vita della regina fu molto movimentata. Da giovane era incredibilmente spendereccia. Il paese stava diventando sempre più povero e un paese povero non andava a genio alla regina. Cristina lascia dunque a cuore leggero il protestantesimo e il trono, diventa cattolica e arriva in Italia. Sulle prime il papa accolse con simpatia la novella cattolica, ma ben presto le bizzarrie di Cristina cominciarono a scandalizzarlo e il papa fa mandarla via dal Vaticano.

È interessante anche il gruppo scultoreo Amore e Psiche (XVII sec.), presso la terrazza che dà sul canaletto Lebjazij (dei Cigni). Da uno dei miti romani, ripreso poi da Apuleio, sappiamo che Psiche diventò moglie di Amore. Ma s'incontravano i due solo nel buio e lei non poteva vedere il volto dell'adorato consorte. Le sorelle, cattive e invidiose, la convinsero che il marito era un mostro. Una notte Psiche accende un lume per accertarsene e ucciderlo con una pugnalata. Ma non vede che un bellissimo uomo, e l'amore trionfa sull'odio. Il gruppo scultoreo è un esempio tipico di stile barocco.

San Pietroburgo è la seconda città della Russia per dimensioni e popolazione, con circa 5 milioni di abitanti. Si può considerare la metropoli più a nord del mondo.

Abitanti: 5 197 114
Fondata : 1703
Fuso orario : UTC+4
Distretto federale : Nordoccidentale
Prefisso : (00 7) 812
Codice postale : 190000-199406
Nome antico : Petrogrado (1914-1924)
Nome antico : Leningrado (1924-1991)