La Prospettiva Nevskij (Nevskij prospekt)

La Prospettiva Nevskij (Nevskij prospekt) è l'arteria principale della città di San Pietroburgo che sembra una corda tesa (di oltre 4 chilometri) che, partendo dall'Ammiragliato, fa unire le due estremità dell'arco formato dalla Neva.

È la via più dinamica della città, la cui storia risale agli albori di Pietroburgo. Sapete già dalla nota introduttiva che molto prima della Guerra settentrionale il territorio su cui oggi sorge Leningrado faceva parte delle terre di Novgorod. La Grande strada di Novgorod collegava i villaggi russi situati qua e là sulle sponde della Neva con le altre terre di Novgorod. In seguito questa strada divenne via Ligovskaja, attualmente il corso Ligovskij (di Ligovo).

Dopo la fondazione di Pietroburgo (1703) e l'inizio dei lavori nei cantieri dell'Ammiragliato, la Strada di Novgorod cominciò ad essere percorsa da convogli di carri carichi di ferro, tela da vela, corde, legname, con tutto il materiale necessario ai lavori. Questi carichi, prima di raggiungere l'Ammiragliato giravano e rigiravano per stretti e tortuosi sentieri del tutto inadatti al nuovo traffico sempre in aumento. Fu allora deciso di collegare i Cantieri dell'Ammiragliato direttamente con la Strada di Novgorod. In un giro di tempo abbastanza breve attraverso il bosco poco fitto fu aperta una strada, che fu denominata La Grande Strada di prospettiva (dal verbo latino perspicere: guardare avanti, vedere gli oggetti siti in lontananza). Nel 1738 diventa La Prospettiva della Neva, e dal 1783 Nevskij Prospekt (Corso Nevskij). Già a metà del XVIII secolo la via divenne l'arteria principale di Pietroburgo; qui venivano costruiti palazzi, cattedrali, negozi, edifici pubblici. Nel primo Ottocento sul Corso Nevskij apparvero case d'affitto, alberghi, e poi le banche. La costruzione della Stazione ferroviaria Mosca, nel 1851, confermò un'altra volta l'importanza della Prospettiva Nevskij.

La fisionomia architettonica della Prospettiva Nevskij è più che varia: gli edifici del XVIII secolo si alternano con le costruzioni del XX secolo. Questa mancanza di uniformità si spiega prima di tutto col fattore storico-geografico: fino al XIX secolo il fiume Fontanka segnava la periferia meridionale della città, e quindi il tratto del Corso Nevskij tra l'Ammiragliato e la Fontanka fu sottoposto a insediamento edilizio molto prima di quella parte che si estende tra il ponte Anickov e il Monastero Aleksandr Nevskij. Questa zona di insediamento posteriore dal punto di visto architettonico è molto più varia di quella rientrante nella primitiva cerchia urbana. La larghezza del Corso Nevskij varia da 25 metri (tra l'Ammiragliato e la Mojka) a 60 (nella zona dei grandi magazzini Gostinyj Dvor).

Oggi, mentre state ammirando il festoso panorama della Prospettiva Nevskij pieno di vita, vi è sicuramente difficile immaginare questa via nei duri anni dell'assedio. Sotto i mucchi di neve s'indovinavano le sagome di filobus e di automobili, diventati tutt'uno con il ghiaccio. I tavolati coprivano le vetrine dei negozi vuoti. Sulla Prospettiva Nevskij si vedeva pochissima gente. Spesso vi si poteva osservare la dolorosa scena di qualcuno che trascinava con le ultime forze verso il cimitero una slitta da bambini con sopra un cadavere ...

Negli anni del dopoguerra la Prospettiva Nevskij subì parecchi miglioramenti, vi è stata tolta la linea del tram, costruiti i sottopassaggi, le stazioni della metropolitana, davanti al Gostinyj Dvor e nelle vie adiacenti al Corso Nevskij hanno piantato una moltitudine di tigli.

Oggi la Prospettiva Nevskij è innanzitutto il centro culturale della città. Lungo questa arteria e nelle piazze adiacenti si trovano numerosi istituti di ricerca, istituti universitari, biblioteche, musei, teatri e cinematografi, case editrici e redazioni di giornali.

Vi consigliamo dunque di iniziare la vostra gita dall'Ammiragliato. Proprio all'inizio, al n. I, si trova la massima organizzazione urbanistica di San Pietroburgo «Glavleningradstroj» (Ente Lavori Edili dì San Pietroburgo).

Negli anni prerivoluzionari la Prospettiva Nevskij era in un certo senso il centro finanziario dell'Impero russo. Soltanto sul tratto che va dall'Ammiragliato al ponte Anichkov si contavano 28 istituti bancari. Le banche e gli uffici di varie compagnie di assicurazione si estendevano sino ai quartieri delle attuali via Herzen e via Gogol'. È degno di nota qui l'edificio all'incrocio della Prospettiva Nevskij e di via Gogol', n. 9 (architetto Marian Peretjatkovic, 1912). Si tratta di una specie d'imitazione del Palazzo dei Dogi di Venezia.

Il rivestimento di marmo, i blocchi degli archi, le sculture che abbelliscono la facciata, il banchiere Vavelberg li fece venire dalla Svezia. Attualmente l'edificio ospita la sede delle casse centrali dell'Aeroflot (e accanto, in vicolo Kirpiònyj, si trova la fermata degli autobus espresso che fanno la spola tra la città e l'aeroporto).

Da questo punto della Prospettiva Nevskij parte via Gogol'. Qui, al n. 13/8, e lo ricorda una lapide, visse e mori (25 ottobre 1895) il compositore Pétr Cajkovskij.

Al n. 17 della Prospettiva Nevskij dal 1833 al 1836 visse il grande scrittore russo Nikolaj Gogol'. Una scala buia dal cortile portava al secondo piano dove si trovava l'appartamento composto da due piccole stanze e da una angusta anticamera. La camera da letto fungeva anche da camera da pranzo, poi c'era un'altra stanza un po' più grande con un divano contro la parete, un grande tavolo vicino alla finestra e una scrivania dove Gogol' lavorava. Qui scrisse II Revisore, Taras Bulba, i primi capitoli delle Anime Morte.

La prospettiva di via Gogol' dalla parte del Corso Nevskij è chiusa da due edifici ai nn. 8 e 10 (1760 circa), decorati con dei medaglioni stuccati, maschere, vasi, un fregio con grifoni eseguito ad arte. Sono questi gli edifici più antichi del Corso Nevskij. Al n. 8 è allestita la Mostra mercato permanente delle opere dei pittori di Leningrado. Nel panorama degli antichi edifici si inserisce perfettamente l'edificio al n. 14, di costruzione recente (1939) che attualmente ospita una scuola media.

Dal 4 settembre 1941 al 22 gennaio 1944 i nazisti riversarono sulla città di Leningrado circa 149 mila proiettili. Il comando sovietico servendosi di rilevamenti aerofotogrammetrici e sonorometrici riuscì ad individuare la dislocazione delle bocche da fuoco di grosso calibro che bombardavano Leningrado da un villaggio a sud-est. Di conseguenza il lato nord-ovest delle strade leningradesi era il più sottoposto ai cannoneggiamenti, perciò il più pericoloso. Per diminuire il rischio su molti edifici del lato nord-ovest furono scritti degli avvisi di pericolo.

Un tale avviso scritto in lettere bianche su sfondo blù si può vedere sul muro del n. 14, in Corso Nevskij. Accanto si scorge un'altra scritta, che dice che questa scritta murale rimane qui a ricordare l'eroismo e il coraggio dei leningradesi nei 900 giorni dell'assedio.

Dal n. 16 si diparte a sinistra un piccolo tratto di via Herzen che termina coll'arco dello Stato Maggiore generale. È da notare che questa parte di via Herzen fu tracciata dall'architetto Rossi seguendo il meridiano di Pulkovo, perciò a mezzogiorno qui si può controllare l'ora esatta. Le facciate delle case non fanno ombra.

Sul lato opposto della Prospettiva Nevskij è di un certo interesse l'edificio giallo-bianco al n. 15, con due ordini di colonne e pilastri (lo chiamano «La casa delle colonne»). Costruito negli anni 1760, era destinato al capo della polizia di Pietroburgo. Nel 1858 divenne proprietà dei ricchissimi commercianti Eliseev. I nuovi padroni, fecero ristrutturare l'edificio: le finestre ovali della facciata principale furono trasformate in rettangolari, le colonne del pianterreno furono sostituite con pilastri. Ma nonostante tali «innovazioni da mercanti», l'edificio resta un brillante esempio del primo classicismo russo.

Oltre il ponte sulla Mojka si trova un magnifico edificio, decorato con un portico classico; è questa l'ex Chiesa olandese (n. 20) opera dell'architetto Paul Jacquot (1837). Di fronte, al n. 17, troverete il capolavoro dell'architetto Bartolomeo Rastrelli, l'ex Palazzo del conte Stroganov. È molto interessante l'allestimento decorativo in stucco del palazzo (costruito nel 1753-1754) che è concentrato nella parte centrale.

Accanto al Palazzo di Stroganov si trova uno dei monumenti più belli di San Pietroburgo, la Cattedrale della Madonna di Kazan, costruita nel 1801-1811 su progetto dell’architetto Andrej Voronichin. L’architetto fece erigere un magnifico monumento architettonico, alto 71,6 metri e lungo 72,5 m orientato verso la Prospettiva Nevskij. L’edificio della cattedrale col suo colonnato corinzio (96 colonne di tredici metri) forma attorno a se una delle piazze più belle della città.

Di fronte alla Cattedrale della Madonna di Kazan, all'angolo della Prospettiva Nevskij e del canale Griboedov, si innalza un edificio rivestito di lucido granito, coronato da una torretta con un globo (architetto Pavel Sjuzor, 1907). Prima della rivoluzione l'edificio apparteneva alla società Singer (macchine da cucire). Il progetto prevedeva undici piani a costruzione terminata, ma l'ukase di Nicola I, in vigore in quell'epoca, prevedeva per le costruzioni nuove un'altezza inferiore di non meno 2,13 metri rispetto a quella del Palazzo d'inverno, perciò la Singer si limitò a sei piani e una mansarda. Questa mansarda, è vero, superava il livello del Palazzo d'inverno, ma formalmente l'ukase non fu violato in quanto il cornicione che segnava l'altezza «ufficiale» dell'edificio, fu collocato ad una altezza minore di quella della residenza imperiale. Attualmente l'edificio è noto come la Casa del Libro, che al pianterreno e al primo piano ospita la più grande libreria di San Pietroburgo.

Dall'altra parte della Prospettiva Nevskij si scorge al di là della Cattedrale di Kazan il ponte della Banca, gettato sul canale Griboedov. Il ponte è decorato con le figure scultoree di grifoni (leoni dalle ali d'aquila).

L'edificio con una torre pentagonale situato all'angolo (sulla parte opposta della Prospettiva Nevskij, n. 29/31) fu costruito nel 1784 dall'architetto Giacomo Quarenghi. Prima della Rivoluzione d'Ottobre fu sede della Duma cittadina (il municipio). La torre che sormonta l'edificio fu eretta nel 1804 dall'architetto Giacomo Ferrari. Sulle prime fu usata come torre dei vigili del fuoco, poi trasformata nel telegrafo ottico (semaforo) che nel 1833-1854 serviva per collegare Pietroburgo alle residenze imperiali nei sobborghi della capitale e alla città di Varsavia.

Accanto, a piè della torre, si trova l'ingresso della stazione della metropolitana Prospettiva Nevskij. Vicino sorge una costruzione che si distingue per la sua eleganza: si tratta del portico dalle forme classiche (architetto Luigi Rusca, 1802-1806). Durante i lavori di costruzione della metropoli-tana il portico fu smontato e poi ricostruito secondo il progetto originario pervenutoci.

A sinistra dalla Prospettiva Nevskij si diparte la brevissima via Brodskij, intitolata al nome di uno dei più noti pittori sovietici, Isaak Brodskij (1883-1939). Questa via collega Corso Nevskij con l'insieme architettonico della Piazza delle Arti (PloSóad' Iskusstv), uno dei capolavori dell'architetto Carlo Rossi. Gli edifici che delimitano la piazza ospitano tre musei e tre teatri, tra i quali il famoso Museo Russo, il Piccolo teatro accademico statale dell'opera e del balletto, la Filarmonica statale di San Pietroburgo.

Il complesso della Piazza delle Arti si estende su un vasto territorio tra il canale Griboedov, la Mojka, via Sadovaja e la Prospettiva Nevskij. Qui sorsero le prime case dell'epoca d'espansione urbanistica. Tra le prime costruzioni è da annoverare il Palazzo Michajlovskij, costruito per il fratello di Nicola I, Michail (architetto Carlo Rossi, 1819-1825).

San Pietroburgo è la seconda città della Russia per dimensioni e popolazione, con circa 5 milioni di abitanti. Si può considerare la metropoli più a nord del mondo.

Abitanti: 5 197 114
Fondata : 1703
Fuso orario : UTC+4
Distretto federale : Nordoccidentale
Prefisso : (00 7) 812
Codice postale : 190000-199406
Nome antico : Petrogrado (1914-1924)
Nome antico : Leningrado (1924-1991)