ll'ja Repin

Le sale 47-50 del Museo Russo sono dedicate all'opera di ll'ja Repin (1844-1930), uno dei più grandi esponenti del realismo russo.

Nelle sue tele l'artista esaltava l'amore per la vita rappresentando da posizioni democratiche la realtà russa della seconda metà dell'800. Repin si fece convinto portavoce del movimento di liberazione del popolo russo, della sua potenza, beltà e ricchezza spirituale, delle sue aspirazioni patriottiche.

Nella sala 4 7 è esposta una delle sue tele migliori «Bardotti sul Volga» (il Museo Russo conserva l'originale). Repin, in questo dipinto, supera lo schema della mera citazione e, mostrando la disumana fatica del lavoro di bardotto, denuncia con grande forza accusatrice le privazioni che il popolo deve subire sotto il giogo zarista. Vediamo un gruppo di bardotti che avanza a fatica lungo il Volga sotto un sole scottante. Al centro sta il capo, il prototipo del quale colpi Repin per la ricchezza e la profondità del suo mondo interiore. Lo segue un bardotto, tutto curvo, dal passo pesante e dallo sgurardo cupo, pieno d'odio per la propria sorte. In mezzo al gruppo vediamo anche un giovane, che indossa una camicia color rosa: ha una faccia pallida e dev'essere poco che si è messo a tirare la cinghia. Il suo volto è segnato dal dolore, e tutta la sua figura sprigiona la protesta contro la dignità calpestata dell'uomo.

Nella sala seguente è esposta la popolarissima tela, a soggetto storico, di Repin «Gli Zaporozcy scrivono una lettera al sultano turco». Frutto di oltre 12 anni di lavoro questo quadro è ispirato ad un episodio del 1675, quando gli Zaporozcy (cosacchi liberi che si erano stanziati nella regione oltre le rapide del Dnepr, fondandovi nei secoli XVI-XVI11 una repubblica unica nel suo genere), ai quali il sultano turco Maometto IV aveva proposto di rinunziare all'indipendenza e, cessata ogni resistenza, di passare al suo servizio, risposero alla proposta con un messaggio sarcastico e canzonatorio. I personaggi repiniani si contraddistinguono per una profondità psicologica tutta individuale: basta esaminare uno per uno i soggetti della scena raffigurata, che culmina in una risata generale, per constatare che ognuno di loro ride a modo suo. L'ataman Sirkò si limita ad abbozzare un sorriso canzonatorio, mentre il cosacco vestito di rosso rischia di non finire mai quella sua risata sgangherata. La ricchezza cromatica del dipinto rispecchia non solo la vivacità smagliante della vita degli Zaporozcy, ma anche il carattere ottimistico del quadro. Le opere di ll'ja Repin sono una delle conquiste massime dell'arte realistica russa e di quella mondiale.

San Pietroburgo è la seconda città della Russia per dimensioni e popolazione, con circa 5 milioni di abitanti. Si può considerare la metropoli più a nord del mondo.

Abitanti: 5 197 114
Fondata : 1703
Fuso orario : UTC+4
Distretto federale : Nordoccidentale
Prefisso : (00 7) 812
Codice postale : 190000-199406
Nome antico : Petrogrado (1914-1924)
Nome antico : Leningrado (1924-1991)