Pavlovsk

Quando dopo la costruzione di Peterhof sorse Carskoe Selò, nelle vicinanze della nuova residenza estiva dei monarchi russi cominciarono a cercare zone adatte per la caccia imperiale.

Fu scelta quella dove oggi sorge Pavlovsk, perché ricca di alci e selvaggina. Le prime costruzioni nella zona erano due case di legno per i cacciatori.

Nel 1777 Caterina II regala questo territorio al figlio Pavel (futuro imperatore Paolo I). Quasi subito vi iniziarono i lavori di costruzione sotto la guida di Charles Cameron: servi della gleba fatti venire qui dai villaggi circostanti e squadre di marinai acquartierati a Carskoe Selò, tracciavano i viali di parchi e giardini, costruivano il palazzo, padiglioni e pergole.

Negli anni '90 del '700 Pavlovsk diventa la residenza estiva ufficiale di Paolo I, non più erede al trono, ma ormai imperatore. Cameron, l'architetto prediletto di Caterina II, parimenti ad altri favoriti dell'imperatrice defunta, viene allontanato dai lavori di costruzione e sostituito dall'architetto e arredatore italiano Vincenzo Brenna, che ingrandisce il Palazzo e rifà pergole e padiglioni nel parco.

Caratteristiche del Brenna sono composizioni classicistiche ricche di vari ornamenti ed elementi romantici. L'architetto carica il Palazzo Grande di elementi più sfarzosi, costruisce la Scala di pietra che scende verso i fiume Slavjanka, progetta «I Cerchi grandi» (una zona del parco), e intanto nei dintorni del parco vengono costruite strade ed alloggi.

Nel primo quarto dell'800 un sensibile contributo alla costruzione di Pavlovsk viene apportato dall'illustre architetto russo Andrej Voronichin. Sotto la sua guida fu restaurato il Palazzo Grande dopo l'incendio del 1803, su suo progetto furono costruiti i ponti sopra la Slavjanka. Dopo la morte dell'imperatore Paolo I, Cameron fu di nuovo invitato a farvi dei lavori: tra le altre costruzioni sue segnaliamo il padiglione «Tre grazie», situato un po' a sud del Palazzo Grande. Anche Carlo Rossi, diventato famosissimo per le opere architettoniche eseguite a Pietroburgo, mise mano alla costruzione di Pavlovsk. A dire il vero, a Pavlovsk l'architetto per lo più lavorò «in piccole forme», facendo inferriate, cancelli, vasi decorativi, pergole, portoni in ghisa, ecc.

Verso la metà del XIX secolo Pavlovsk diventa uno dei più bei complessi di palazzi e parchi non solo di Russia, ma d'Europa, e lo rimane fino al 1941, quando la Germania nazista aggredisce l'URSS.

Nei primi mesi di guerra la maggior parte degli oggetti di valore viene evacuata dal Palazzo di Pavlovsk (oltre 12 mila pezzi). Inoltre molti pezzi vengono sotterrati o nascosti dentro le mura nei sotterranei del palazzo (varie statue e addobbi), lavoro questo svolto dai collaboratori del museo durante i bombardamenti nemici. Benché nella ritirata (gennaio 1944) l'invasore desse fuoco al palazzo, le collezioni nascoste non furono danneggiate. Il palazzo invece - senza la cupola, il tetto e i solai - presentava un triste panorama di rovine.

Il volume dei lavori di restauro a Pavlovsk fu enorme: gli hitleriani infatti abbatterono decine di migliaia di alberi, distrussero magnifici padiglioni, ponti ed altre costruzioni.

Le foto delle rovine del Palazzo Grande, gemma dell'architettura russa e mondiale, figuravano tra i documenti che denunciavano i delitti nazisti al processo di Norimberga. Il Congresso degli architetti tenutosi a Londra sottolineò che il danno recato a Pavlovsk fu enorme, e che la cultura mondiale diventava più povera con la perdita di monumenti come Pavlovsk.

I restauratori dovettero fare veramente dei miracoli per far rinascere capolavori che sembravano perduti per sempre. Furono raccolti oltre 40 mila pezzi, frantumi di decorazioni che permisero di restaurare gli sfarzosi stucchi del palazzo. Furono piantati oltre 60 mila alberi nei parchi devastati dai nazisti.

Le perdite davvero sembravano irrecuperabili. Molti di quelli che visitarono i sobborghi di San Pietroburgo dopo l'assedio, erano sicuri che tutto il distrutto sarebbe rimasto intatto, che terribili e grandiose rovine avrebbero ricordato ai posteri il genio dagli architetti e la barbarie dei nazisti.

Senza tema di esagerare polliamo dire che la rinascita di Pavlovsk fu uni vera opera di rianimazione, opera chi ancora oggi non è stata portata a termine.

San Pietroburgo è la seconda città della Russia per dimensioni e popolazione, con circa 5 milioni di abitanti. Si può considerare la metropoli più a nord del mondo.

Abitanti: 5 197 114
Fondata : 1703
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Distretto federale : Nordoccidentale
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Nome antico : Petrogrado (1914-1924)
Nome antico : Leningrado (1924-1991)