Palazzo di Pavlovsk

Il palazzo di Pavlovsk colpisce per la sua monumentalità, che non è però pesante: 64 colonne bianchissime sorreggono la piatta cupola che corona l'edificio.

Degno di nota il pianterreno destinato agli alloggi: pare infatti un basamento monumentale su cui riposano il primo e il secondo piano. A guardare il Palazzo dalla parte della Slavjanka, cioè da nord-ovest, sembra una magnifica residenza estiva, mentre dalla parte della facciata principale (sud-est) l'edificio, a forma di ferro di cavallo, non ha per niente quell'aria semplice e invitante tipica delle ville di campagna: è una costruzione sfarzosa che serviva da residenza ufficiale dell'imperatore Paolo I.

Come già sapete, alla costruzione del palazzo misero mano molti architetti di grande rilievo: Charles Cameron costruì lo stabile centrale con le gallerie; Vincenzo Brenna oltre ad avervi aggiunto le dépendances, abbellì le sale di gala; su progetto di Carlo Rossi fu costruita la «Biblioteca». Molti interni del palazzo sono opera di Giacomo Quarenghi e Andrej Voronichin.

Suggeriamo di cominciare la visita dal primo piano, che vanta interni di gala di particolare interesse. Entrati nel palazzo dall'ingresso principale, disposto a sud, vi troverete nel «Vestibolo egiziano». Inizialmente fu allestito da Charles Cameron con la partecipazione dell'eminente scultore russo Ivan Prokof'ev. Dopo l'incendio del 1803, gli ornamenti scultorei del vestibolo ispirati all'arte egiziana antica furono ricostruiti su bozzetti di Andrej Voronichin. Le dodici statue stanno a simboleggiare i mesi dell'anno: il primo è rappresentato dalla statua Gennaio, posta a destra dell'arco che porta alla scala. Ai piedi di ogni figura ci sono gli arnesi di lavoro che si usano nel mese raffigurato. Sopra le statue si scorgono i medaglioni con i segni dello zodiaco.

Il vestibolo di gala

Per la scala adornata di una graziosa ringhiera in ferro battuto salite al primo piano, al Vestibolo di gala (progetto di Vincenzo Brenna, 1790 circa). Abbonda di bellissimi stucchi, raffiguranti per lo piu delle armature militari. L'interno è diviso da un largo arco, sorretto da possenti atlanti. Sopra la scala si scorgono raffigurate varie bandiere di battaglia russe, turbanti e code di cavallo di condottieri turchi. Sono elementi decorativi che rammentano le vittorie della Russia nella guerra russo-turca (seconda metà del XVIII secolo).

La sala italiana

L'attigua Sala italiana è stata il primo interno del palazzo in cui, dopo la cacciata del nemico da Pavlovsk, sono cominciati i lavori di restauro. La sala, collocata al centro del palazzo, è spaziosa e leggera, grazie anche alla luce naturale che vi giunge attraverso le aperture nella cupola. L'allestimento iniziale fu opera di Vincenzo Brenna (1789), mentre Andrej Voronichin, dopo l'incendio del 1803, vi fece qualche ritocco aggiuntivo; in particolare su suoi disegni furono fatte le aquile sul cornicione e le cariatidi che sorreggono il cornicione, collocate presso la base della cupola.

Le pareti sono rivestite di marmo artificiale color lilla-rosa e adornate di bassorilievi anticheggianti. Il pavimento decorato di pietra e la luce abbondante che vi si diffonde da sotto la cupola fa pensare a certi interni di gala di Roma antica, da qui il suo nome.

La sala è rotonda, suddivisa verticalmente in tre articolazioni, evidenziate dai cornicioni orizzontali dorati. La cantoria e la cupola sottolineano la fastosità dell'interno. Le aperture della cantoria sono adornate di una balaustra di legno bianca dorata. Sopra gli archi sono collocati ritratti scultorei, nelle nicchie varie composizioni a soggetto (Le nozze romane, Tre grazie). La sala vanta inoltre di alcuni originali: si tratta di sculture romane antiche (l-ll seccoli a.C.) come Venere con la colomba, Fauno che suona il flauto, Satiro danzante ed Eros che tende l'arco. Alcune di queste sculture facevano parte in precedenza della famosa collezione di antichità di lord Hamilton (ambasciatore inglese presso la corte reale di Napoli) e più tardi furono comperate da Caterina II. Notiamo tra parentesi che la collezione di sculture antiche custodita al Palazzo di Pavlovsk è la seconda per importanza nella Russia, dopo quella dell'Ermitage.

È da ammirare, lasciando la sala, il magnifico lampadario in bronzo e vetro color rubino, appeso ad un lungo stelo che scende da sotto la cupola; il lampadario è decorato di «penne di struzzo» di cristallo (Russia).

Dalla Sala italiana tornate al Vestibolo di gala, e dopo averlo attraversato, voltate a sinistra ed entrate nella Stanza dei camerieri, sobriamente arredata, punto di partenza per la fuga di stanze dell'ala nord del palazzo. Qui un ufficiale di turno aspettava gli ordini dell'imperatore durante i ricevimenti.

La stanza di toletta

La Stanza di toletta adiacente alla Stanza dei camerieri, fu ideata da Charles Cameron a forma di quadrilatero con gli angoli tondi. Le pareti sono adornate di raffinati stucchi e pitture, ì cui toni morbidi sono in armonia con gli stucchi arabescati dei bassorilievi. Degna di interesse è la scultura Fauno con la pantera risalente al II secolo a.C.

Il gabinetto di passaggio

La seguente stanza è il Gabinetto di passaggio: un interno sobriamente decorato, in cui è esposto un completo di mobili intagliati dorati; il completo fu eseguito, nel 1825 su disegno di Carlo Rossi. Interessanti sono anche i quadri con le vedute del Parco di Pavlovsk (fine '700).

La biblioteca

 La visita prosegue nella Biblioteca, una sala grande, un po' ricurva, che fu aggiunta al palazzo da Carlo Rossi nel 1824. Prima della guerra qui si trovavano scaffali con gli oltre 20 mila volumi facenti parte della biblioteca del palazzo; in tavoli e scaffali appositi venivano conservati incisioni, disegni e piante. Molti libri e disegni sono stati salvati, ma il magnifico arredamento della Biblioteca, fu distrutto durante l'occupazione nemica di Pavlovsk. Oggi qui è allestita una mostra temporanea di acquerelli e miniature.

Dalla Biblioteca tornate alla Stanza di toletta, e dopo averla attraversata, giungete nello Studio minore di Paolo I, in cui l'elemento più interessante è l'arredamento, unico nel suo genere. Sulla parete si scorge il ritratto di Pietro I; è degno d'interesse anche la scrivania di forma originale (Francia, XVIII secolo), nonché l'antico orologio a colonna, adornato di segni massonici, lo schermo per il camino di mogano con colonnine intarsiate di avorio e copie di cammei antichi. È magnifico anche il lampadario di un maestro francese sconosciuto.

Allo studio è attìgua la Biblioteca di Paolo I. Le pareti dell'interno sono in marmo artificiale bianco, ornate da arazzi con soggeti di favoli di La Fontaine. Gli arazzi furono eseguiti a Parigi e regalati nel 1782 dal re francese Luigi XVI a Paolo, allora erede al trono.

In mezzo alla stanza si scorge la grande scrivania di mogano, decorato da bronzi, che si regge su 12 piedi di avorio; sulla scrivania è esposto il modello del tempio di Vesta, dea del focolare domestico nella mitologia romana. Vi sono inoltre i deliziosi candelabri , e il calamaio con accessori in ambra e avorio, opera di maestri russi di Pietroburgo. Lungo le pareti sono posti degli scaffali non molto alti per i libri, che fungono anche da appoggio per le sculture di marmo, tra le quali di particolare interesse è Amorino dormiente con la clava di Ercole di Michail Kozlovskij.

Il gabinetto degli arazzi

Dalla Biblioteca passate al Gabinetto degli arazzi. Le pareti sono ricoperte di gobelin i cui soggetti s'ispirano al romanzo di Miguel Cervantes L'ingegnoso hidalgo Don Chisciotte della Mancia. Questi arazzi, come pure quelli che avete visto nella stanza precedente furono regalati a Paolo I da Luigi XVI.

L'interessante allestimento della sala comprende la scrivania di mogano e avorio; i mobili intagliati dorati, abbelliti da ricami di Lion (opera del famoso mobiliere parigino Georges Jacob, 1784); una statua di marmo; oggetti in ambra e avorio; vasi di porcellana giapponesi e francesi ed altri pezzi.

La sala della Guerra

Ed eccovi finalmente giungere nell'ultimo interno di questa fuga di sale; la Sala della Guerra. Inizialmente, dopo la salita di Paolo I al trono, l'interno fungeva anche da piccola sala del trono. Non è grande, ma abbastanza sontuoso; rivestimento in finto marmo bianco, gli stucchi dorati, armi e insegne militari di Roma antica, che adornano le pareti, - tutto questo crea nella sala un'atmosfera di sobria solennità. Le lunette (aperture a forma d'arco del soffitto) sono decorate da bassorilievi che s'ispirano ai motivi della Guerra troiana, le nicchie da busti di imperatori romani. In una di queste nicchie è collocata la stufa, coronata da un'aquila che troneggia sulle bombe in fiamme.

San Pietroburgo è la seconda città della Russia per dimensioni e popolazione, con circa 5 milioni di abitanti. Si può considerare la metropoli più a nord del mondo.

Abitanti: 5 197 114
Fondata : 1703
Fuso orario : UTC+4
Distretto federale : Nordoccidentale
Prefisso : (00 7) 812
Codice postale : 190000-199406
Nome antico : Petrogrado (1914-1924)
Nome antico : Leningrado (1924-1991)