Fontane di Peterhof

Sull’obelisco di marmo che si erge presso il cancello del Giardino Superiore di Peterhof, sono incise le cifre 26 e 29.

La prima sta a significare le verste (vecchia misura lineare russa, uguale a 1,0668 km), la seconda — i chilometri. Questa e la distanza dall’antico limite di San Pietroburgo — il Canale Obvodnoj — fino a Peterhof, ex residenza di campagna degli imperatori russi. Oggi questo comprensorio che include palazzi e parchi t museo, noto in tutto il mondo, monumento dell’arte nazionale russa dei sec. XVIII-XIX, situato nella città di Peterhof.

Nel maggio del 1703, Pietro il Grande fondo, presso la foce della Neva, la citta di Pietroburgo, divenuta nel 1712 la nuova capital della Russia. Per difendere la citta dagli attacchi dal mare, nello stesso 1703 presso Pisola di Kotlin che chiudeva l’ingresso all’estremità orientale del golfo, s’inizia la costruzione di una fortezza, in seguito chiamata Kronstadt. Pietro il Grande diresse personalmente la costruzione del forte. Da Pietroburgo ci si arrivava via mare, e in caso di intemperie toccava percorrere tutta la riva meridionale del golfo, dove, per il riposo dello zar, fu costruita una casetta.

Nel 1714, più a oriente, fu iniziata la costruzione degli Appartamenti Superiori (il futuro Palazzo Grande) perché all’autocrate non sembrava bene fermarsi, sia pure per un breve riposo, in una casetta costo modesta. Contemporaneamente fu iniziata la costruzione del Mon Plaisir (un piccolo palazzetto per i divertimenti). I disegni conservatisi e annotazioni su documenti vari ci danno la possibilità di affermare che il progetto generale, e a volte anche l’elaborazione di alcuni elementi architettonici sono stati fatti da Pietro il Grande in persona che in verità era dotato di conoscenze enciclopediche.

Primo disegno generale di Peterhof fu eseguito nel 1716 dall'architetto Johann Braunstein. Testimonia che in quell’anno si era già abbozzato a grandi linee il piano delle parti centrale e orien-lalc del Parco Inferiore. Nel 1720 inizio la costruzione del palazzo Marly (determinante il limite occidentale del parco nonché il suo i-entro architettonico) dal quale si diparte il tridente dei viali che ritraversano il parco da ovest ad est. In capo a un anno, sulla riva del mare e simmetricamente al Mon Plaisir furono messe le fonda-menta dell’Ermitage. Il viale obliquo insieme a un altro viale obliquo, che andava dagli Appartamenti Superiori al Mon Plaisir, e al Canale formavano ancora un altro tridente, dalla terrazza al mare.

II Parco Inferiore veniva piantato come un tipico parco regolare alia francese. Come Versailles, anch’esso all’inizio venne ideato per ospitare fontane. Scegliendo il posto per la costruzione di Peterhof, Pietro il Grande tenne conto dell’abbondanza d’acqua nella zona, utilizzabile per 1’alimentazione delle fontane. Lo zar diede 1 incarico di creare un sistema idrico sotterraneo al maestro ventitreenne Vasilij Tuvolkov, il quale aveva studiato idraulica in Olanda e in lancia. Con la sua direzione, nell’estate del 1721, furono costruite delle chiuse e il canale attraverso il quale, il 9 agosto 1721, l’acqua arrivò a Peterhof. La costruzione delle fontane e il perfezionamento del sistema idrico sotterraneo continuarono fino alia meta del sec. XIX.

11 15 agosto 1723 Peterhof fu inaugurata solennemente. All’epoca già funzionava una parte delle fontane, erano già costruiti gli Appartamenti Superiori, il Mon Plaisir, il Marly e già delineava l’Ermitage. Con la morte di Pietro il Grande (1725), e in seguito di sua moglie Caterina I (1727) l’edificazione di Peterhof si arresta. La corte si trasferisce a Mosca e la residenza imperiale vicine abbandonata. Le costruzioni decadono, i viottoli si coprono di erbacce, e soltanto con la venuta al trono della nipote di Pietro il Grande Anna di Russia (1730) Peterhof risorge a nuova vita: si costruiscono nuove fontane, sono portate a termine quelle iniziate ancora sotto Pietro il Grande. 

Il vero splendore di Peterhof e legato al nome della figlia di Pietro il Grande Elisabetta, che governò negli anni 1741-1761. A partire dalla metà degli anni ’40 fino alla metà degli anni ’50 l’architetto Bartolomeo Rastrelli trasformò gli ex Appartamenti Superiori nello sfarzoso Palazzo Grande, eresse l’edificio Ekaterininskij del Mon Plaisir, progettò nuove fontane.

Nel 1762, in seguito a una congiura di palazzo, il trono russo fu occupato da Caterina II. I canoni del neoclassicismo, allora affermatosi in Russia, rispondevano agli interessi e agli ideali della nuova imperatrice. Nel 1779 dà all’architetto Giacomo Quarenghi l’incarico di costruire una “nuova Peterhof” in stile neoclassico, a sud-ovest del Giardino Superiore. Quarenghi progettò il Parco Inglese e costruì il Palazzo Inglese, brillante monumento d’architettura neoclassica.

Con i successivi proprietari Peterhof attraversò momenti ora “luminosi” ora “bui”. Alcuni monarchi lo dimenticavano, e allora cadeva in abbandono, altri se ne ricordavano — e allora nei suoi parchi comparivano nuove fontane, sculture, palazzi.

La Grande rivoluzione socialista d’Ottobre mutò in maniera decisiva la vita e l’impiego di Peterhof. 1 suoi parchi e palazzi, i suoi tesori d’arte vennero dichiarati proprietà del popolo. Tutti i beni della casa Romanov, in base a un decreto del Governo sovietico, passarono allo Stato.

A Peterhof fu inviato un commissario per l’organizzazione della protezione dei palazzi e dei parchi, mentre una speciale commissione si occupò dell’inventario delle opere d’arte. Più di 10 palazzi e padiglioni divennero musei: essi rispecchiavano Io sviluppo dell’arte russa e europeo-occidentale dal sec. XVIII agli inizi del XX.

Nel maggio 1918 il Palazzo Grande apri le porte per i primi visitatori: un’escursione di operai pietrogradesi.

La stagione 1941 doveva aprirsi il 22 giugno. Ma proprio in quel giorno i nazifascisti attaccarono l’Unione Sovietica. Già nelle prime settimane partirono da Peterhof per l’interno del paese alcuni treni con le collezioni dei musei. Una parte degli oggetti fu trasportata a Leningrado. Sculture in marmo furono interrate nel Parco Inferiore nel pendio della terrazza sotto il Palazzo Grande. Ma non si riuscì già portare via tutto o nasconderlo in luogo sicuro. Il 23 settembre i nazifascisti irruppero a Peterhof.

Nello stesso giorno essi incendiarono il Palazzo Grande, poi bruciarono l’edificio Ekaterininskij del Mon Plaisir, e lo stesso Mon Plaisir fu barbaramente devastato. Anche l’Ermitage subì danni terribili.

Le sculture della Cascata Grande Sansone, Neva, Volchov e Tritone, che erano rimaste al loro posto, furono rubate o distrutte.

Spari tutto quello che non si era fatto in tempo ad evacuare dai palazzi Cottage e Fattoria. Il Palazzo Inglese fu annientato mentre il Marly fu fatto saltare con una mina ad azione ritardata.

Il Parco Inferiore fu solcato da trincee e fortificazioni blindate, nei suoi viali vennero ammassate cataste di alberi abbattuti. Attraverso il Giardino Superiore passava un fosso anticarro. Il sistema delle fontane fu completamente distrutto.

Il 19 gennaio 1944 ebbe termine la barbara occupazione: i soldati sovietici liberarono Peterhof. Sembrava non dovesse più risorgere dalle ceneri. Al processo di Norimberga la distruzione di Peterhof fu definita un crimine contro l’umanità.

I lavori di restauro ebbero inizio quasi immediatamente dopo la liberazione. Restava ancora un anno di guerra, ma gli architetti già approntavano progetti di ricostruzione, i restauratori rinforzavano i dettagli architettonici più importanti. Si rifecero le fontane e il sistema idrico, le sculture nascoste sotto terra venivano dissepolte e sistemate. Il 17 giugno 1945 si tenne l’apertura solenne del Parco Inferiore, mentre l’anno seguente le prime fontane di Peterhof cominciarono a funzionare.

Gli enormi mezzi messi a disposizione dallo Stato per i lavori di restauro permisero, in un periodo di tempo relativamente breve, di risollevare dalle rovine i complessi architettonici del Parco Inferiore. Nel 1952 fu aperto il museo nell’Ermitage, poi nel risorto Mon Plaisir. Nel 1964, nel giorno dei festeggiamenti per il 250° anniversario di Peterhof, furono aperte ai visitatori le prime sale del Palazzo Grande.

Oggi a Peterhof sono in funzione 144 fontane e 3 cascate, sono aperti 6 palazzi-museo. Ma i lavori di restauro continuano. Il loro scopo è non solo risanare le ferite apportate dalla guerra, ma restituire ai parchi l’aspetto corrispondente alle idee dei loro fondatori.

Il rinato complesso di palazzi e parchi di Peterhof ha acquistato oggi un nuovo significato: oltre che monumento di storia e di arte, è anche monumento al grandioso lavoro di architetti, pittori, scultori e artigiani che hanno fatto risorgere dalle rovine e dalle ceneri creazioni meravigliose, opera dei nostri antenati.

San Pietroburgo è la seconda città della Russia per dimensioni e popolazione, con circa 5 milioni di abitanti. Si può considerare la metropoli più a nord del mondo.

Abitanti: 5 197 114
Fondata : 1703
Fuso orario : UTC+4
Distretto federale : Nordoccidentale
Prefisso : (00 7) 812
Codice postale : 190000-199406
Nome antico : Petrogrado (1914-1924)
Nome antico : Leningrado (1924-1991)