Fontana Nettuno e cascata di Apollo

Nel centro del Giardino Superiore è situata una grande vasca rettangolare con semicerchi sui lati corti.

Il relativo scavo fu fatto già nel 1721 quando fu terminato il primo sistema di fontane a Peterhof. Ma d’impiantare qui una fontana se ne parlò soltanto 13 anni più tardi, quando Bartolomeo Carlo Rastrelli propose di colare il gruppo scultoreo il Carro di Nettuno su un modello da lui creato su ordinazione di Pietro il Grande già nel 1723.

E cosi, nel 1734, nel Giardino Superiore comparve una complessa composizione di diciassette figure dorate rappresentante il dio del mare Nettuno su un carro trainato da quattro cavallucci marini e attorniato da naiadi e sirene. Un globo di ottone dorato, ergentesi su un getto dietro le spalle di Nettuno, completava la composizione. Contemporaneamente al Carro di Nettuno, nella parte meridionale del bacino fu collocata una cascatella a tre livelli e una figura di piombo dorato con braciere, fusa già nel 1721. Essa si chiamava Inverno. Ma la scultura in piombo lentamente cominciò a spaccarsi e a deformarsi, e verso la 25 line del secolo essa altro non era che un triste spettacolo. 

Nel 1782 l’erede al trono russo Pavel Petrovic (il futuro imperatore Paolo I), viaggiando per l’Europa, acquistò nella città di Norimberga il gruppo per la fontana Nettuno eseguito ancora alla metà del sec. XVII. Dopo l’incoronazione di Paolo, quando a Peterhof ci si apprestava a un rinnovo dell’assetto scultoreo di parchi e fontane, ci si ricordò di quell’acquisto. Nell’estate del 1799 la composizione scultorea fu messa insieme, e nel Giardino Superiore comparve la nuova fontana Nettuno.

Su un alto piedistallo fu installata la figura del re dei mari Nettuno, cinto da una corona e con un tridente rivolto in basso nella mano destra. In basso troneggiavano sulle botti le ninfe, simboli dei fiumi Pegnitz e Rednitz che scorrono attraverso le terre di Norimberga, e vicino gli autori sistemarono due cavalieri sugli ippocampi e quattro putti su delfini e dragoni marini. Sul piedistallo c’erano anche scudi araldici, mascheroni e putti trombettieri.

Si decise inoltre di non rinnovare la doratura delle figure che in buona parte era andata via, mentre le vecchie figure dorate dei delfini, rimaste ancora dalla fontana di Rastrelli, furono ridipinte in colore bronzo.

Al posto della figura Inverno, che pure si era conservata dalla precedente fontana, in ossequio ai gusti del nuovo tempo, fu collocato Apollo del Belvedere, prediletto del periodo neoclassicista, copia dell’opera dello scultore greco antico Leocare.

Negli anni dell’occupazione i nazifascisti distrussero la figura di Apollo, e le sculture della fontana Nettuno furono smontate e inviate in Germania. Dopo la guerra, ad eccezione di alcuni clementi e della figura di un cavaliere, l’addobbo scultoreo fu ritrovato e inviato a Peterhof. Lo scultore Vladimir Tatarovic esegui i dettagli andati perduti, e la fontana fu ricostituita.

San Pietroburgo è la seconda città della Russia per dimensioni e popolazione, con circa 5 milioni di abitanti. Si può considerare la metropoli più a nord del mondo.

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